In questo modo va riconosciuto esplicitamente che non ci sono prove che sostengano l'ipotesi dell'esistenza di una spiaggia davanti all'attuale zona di scogliera ed è davvero così: la spiaggia è la forma dinamica più stabile e la miglior difesa di una costa contro l'erosione, poiché l'energia delle onde si dissipa dolcemente nel suo ambito.
Ridel ha sottolineato anche che durante le investigazioni realizzate nel 2003 su tutta la piattaforma sottomarina della baia davanti alla costa est di Bariay non sono apparsi resti di spiaggia, nè alcuni dei suoi elementi, nè le rock–beach, le rocce di spiaggia, generalmente presenti nelle zone occupate dalle antiche spiagge.
Accettato Cayo Bariay come il luogo dell'incontro tra la cultura aborigena e la europea a Cuba, il luogo dello sbarco deve essere stato una piccola spiaggia che si trova nella zona sud-ovest del cayo, riparata dalle onde e nota adesso come la spiaggia La Carabela, afferma Ridel.
Si tratta di una zona bassa, ben riparata dalle onde e non sottoposta a processi di erosione, che ha mantenuto una stabilità dinamica per migliaia di anni. Per la sua ubicazione nella costa costituiva il luogo ideale per la protezione e la conservazione delle canoe che usavano gli abitanti aborigeni descritti da Colombo.
A questo si unisce, a circa 80 metri che la separano dal luogo in cui si trovava il villaggio degli abitanti, un punto di sosta localizzato alcuni anni fa dagli archeologi di Holguin, guidati da Grach Delmonte.
Non si deve scartare che lo sbarco sia avvenuto sulla spiaggia Bariay, a 600 metri a nord del luogo archeologico citato, dove oggi si strova il Museo di Sitio, che fa parte del parco turistico ecologico Cristobal Colón.
Però, afferma l'investigatore, è più probabile che lo sbarco dell'Ammiraglio del Mare Oceano sia avvenuto a Bariay, sulla spiaggia La Carabela, a sud-ovest e non nel tratto di costa occupata dalle scogliere nel momento dell'arrivo di Colombo.
Fonte: http://www.granma.cu/italiano/2004/noviembre/jue4/bariay-it.html