Cuba

Una identità in movimento


Pablo il cubano incanta Milano

Gian Franco Grilli


Il cantante-compositore-poeta Pablito Milanés, tra i fondatori del Movimento della Nueva Trova e rinnovatore della Nueva canción latinoamericana, canta le donne e i conflitti dell'amore

Ha sfidato la pioggia ed ha tirato la mezzanotte la numerosa platea presente al Festival Latinoamericando di Assago, sabato 24 giugno 2006, per seguire il concerto del celebre trovador Pablo Milanés Arias.

Pablo MilánesCompositore, chitarrista e cantante con una vocalità straordinaria, oltre 40 anni di carriera alle spalle, una quarantina di dischi, autore di circa 200 canzoni interpretate da artisti internazionali, tourneè in tutto il pianeta, Pablo Milanés continua ad affascinare privilegiando ora brani sull'amore nella sua accezione più vasta. Nel recital milanese ha presentato canzoni tratte dall'ultimissimo lavoro "Como un campo de maíz" ma dentro i cuori dei fans restano sopratutto pezzi antologici come "La vida no vale nada", "Yolanda" e "El breve espacio en que no está", capolavori che hanno contraddistinto la carriera di questo grande artista cubano, uno dei fondatori del Movimiento de la Nueva Trova (MNT). Questo Movimento è un fenomeno culturale spontaneo che si manifestò per la prima volta nel '67 a Cuba, el primer territorio libre de America Latina, dove giovani artisti, tra cui Silvio Rodríguez , Pablo Milanés, Noel Nicola, Vicente Feliú, Martin Rojas e Eduardo Ramos , decidono di mettere assieme voci e chitarre per continuare e rinnovare lo spirito dei trovatori, dentro il processo rivoluzionario e nel solco della canzone di protesta internazionale.

Sono gli anni della guerra del Vietnam, delle lotte studentesche in Europa, sono in atto feroci dittature in America Latina dove gli autori della Canción Protesta latinoamericana non possono cantare liberamente e non solo. Non dimenticheremo mai la morte orrenda di Victor Jara in Cile.


Pablo e la Nueva Trova

A molti anni di distanza dalla consacrazione ufficiale del Movimento (fatto di professionisti e dilettanti) avvenuta nel 1972 nella città cubana di Manzanillo, Pablo Milanes con la sua chitarra, compagna inseparabile di tutti i trovatori, continua ad essere uno dei più importanti autori della prima generazione della Nueva Trova cubana. Ma cosa è rimasto di quel progetto ideale? Cosa fa esattamente Pablo quasi assente dal mercato discografico italiano? Cosa succede a Cuba?

Una piccola occasione per saperne di più è stata la conferenza stampa milanese, molto sbrigativa, che ha consentito, se non altro, di focalizzare l'evoluzione artistica di Pablito, come lo chiamano a Cuba, e ripercorrere assieme il suo cammino artistico iniziato con la trova tradicional, poi arricchitosi via via di feeling-bolero, son e approdando alla Nueva Trova.

Pablo Milánes in occasione dell'incontro stampaPablo arriva all'incontro stampa con un'ora di ritardo e subito fiocca la prima domanda per sapere cosa ne pensa, a quarant'anni di distanza, della celebre dichiarazione di Silvio Rodríguez in cui affermava

    "... che la chitarra doveva essere come una pistola e la canzone come un proiettile".

Milanés risponde così

    "Io credo alla canzone come un'arma per sognare, un'arma spirituale. Le parole di Silvio avevano certamente un senso metaforico, perché è comprovato che sono altre le cose che modificano la realtà della vita e la storia".

L'attualità di Pablo si capisce meglio quando parla dell'amore, il suo tema preferito, per rispondere ad una domanda su "Yolanda", titolo della canzone che, secondo un concorso tra i lettori della "Revista Salsa Cubana", è la più bella composizione cubana del XX secolo e di cui svela un piccolo segreto:

    "Yolanda esiste veramente, è la donna del mio secondo matrimonio, madre delle mie prime tre figlie, e nonostante siamo separati da vari anni la considero una vera amica, straordinaria donna che merita gli onori di questi versi".

Che attaccano così

    "Esto no puede ser no más que una canción (questo non può essere altro che una canzone)
    Quisiera fuera una declaración de amor (vorrei che fosse una dichiarazione d'amore).

Poi Milanes conferma che dopo Yolanda si può parlare di una nuova traiettoria della sua canzone trovadorica rispetto ai principi ispiratori iniziali e dice

    "... fu un errore definirci cantanti politico-sociali e basta. Noi coltiviamo la causa dell'amore da sempre, come altre tematiche, e l'intento è stato quello di fare una nuova poesia che includesse quotidianità e intimità. Ho sempre cantato amori non facili, i conflitti nella coppia, della relazioni complesse, un tema che sviluppo tuttora. Unica eccezione è stata Yolanda, un amore veramente felice".

Una conferma dei conflitti amorosi è raccontata nel grande successo "El breve espacio en que no está" (il breve spazio della sua assenza), tema che negli anni '80 divise il pubblico, tra entusiasmo e condanna, per il testo trasgressivo e anti-machista in una Cuba socialista e progressista, ma dove il macho è ancora inossidabile e l'hombre cubano non vuole condividere una donna con altri. Pablo invece azzardò cantando :

    La prefiero compartida (preferisco doverla condividere)
    Antes que vaciar mi vida, (piuttosto che svuotare la vita)
    no es perfecta mas se acerca, (non è perfetta ma s'avvicina)
    a lo que yo simplemente soñé"(a quel che semplicemente ho sognato).

Quando Pablo viene invitato a darci una lettura della sua attuale concezione della vita, sembrano librarsi alte le note e i versi di "Años", altro caposaldo della sua produzione, lungimirante iniziativa che ebbe, tra l'altro, il merito di recuperare artisti popolari dimenticati come l'albino Luis Peña o lo stesso Francisco Repilado "Compay Segundo", prima ancora dell'esplosione di Buena Vista.

    ".. gli anni danno la saggezza" — dice — "ti permettono di vedere le cose in altra maniera, senza necessariamente cambiare i principi che ti hanno guidato da sempre. Il senso della vita resta lo stesso, ma il mododi di esprimerlo si modifica a seguito di una somma di fatti e di parole che hai acquisito nel tempo".

È la sintesi del suo percorso musicale, tra tradizione e modernità, che va dalla Trova tradicional al Son, passando per il Bolero e il Feeling-jazz , qui i maestri di riferimento sono Cesar Portillo de La Luz e José Antonio Mendez, autori di musica immortale. Da quegli insegnamenti Milanes ha saputo ricreare una mezcla di musica/poesia/impegno con son, guaracha, habanera, changui, spesso infarcito di altre sonorità caraibiche. "Amo esta Isla" è una canzone in risposta a chi cercò la fuga ma può considerarsi anche un inno alla identità afrocaraibica, che lui rappresenta in pieno essendo nato a Bayamo (1943), tra le città più caraibiche di Cuba, dove nel 1851, da una canzone d'amore, sgorgò l'inno nazionale cubano La Bayamesa.

La chiacchierata con Pablo termina su Bob Dylan, Steve Wonder, Sting ed altri musicisti che avrebbero dovuto duettare con lui in una nuova produzione

    "Per miei personali motivi di salute non si è potuto realizzare il progetto e non si farà".

Tanto per capirci era il periodo del disco "Pablo Querido" . Questo cd è una chicca da non perdere: canta assieme a numerosi artisti internazionali.

Ci sarebbe voluto più tempo per tracciare un ritratto artistico e umano di Pablito più completo. Avremmo voluto sapere cosa ne pensa dei tanti musicisti cubani in esilio; o un'opinione su chi guida la seconda generazione della Nueva Trova; se può considerarsi un rinnovatore della Nueva Trova il cantautore rockero Carlos Varela (nato nel 1963, dentro la revolución e senza il background esperenziale prerivoluzionario di Pablo e Silvio) che spara con chitarra e voce a destra e a manca, contro gli yanquis per il bloqueo che colpisce "el pueblo inocente", ma che non risparmia alcuni burocrati del suo paese, contro forme di corruzione ("Todo se roban") o le contraddizioni presenti nella società. "Guglielmo Tell" è una brano che è stato riabilitato sulle radio dopo periodi di clandestinità.

Vuelve pronto Pablito, per darci ancora nuove emozioni, rivoluzionarie o moderate, non importa, ma autentiche.

    Parte di questo servizio verrà pubblicato anche sul mensile JAM

    Gian Franco Grilli
    Giornalista, responsabile del Caribe (Associazione culturale)


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